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Nell'ambito dell'alternanza scuola-lavoro, attraverso gli stage aziendali, gli studenti del “Majorana” di Martina Franca si formano, si aggiornano e collaborano con aziende del territorio e anche estere. Degni di nota i recenti stage in Irlanda e l'esperienza presso un'industria di produzione di zanzariere.

Obiettivo: lavoro. Questa la missione che da sempre persegue la comunità del Majorana. Nell’ambito dell’alternanza scuola-lavoro, attraverso gli stage aziendali, gli studenti, si formano, si aggiornano e collaborano con aziende del territorio ed anche estere. Degni di nota i recenti stage in Irlanda e l’esperienza presso un’industria di produzione di zanzariere la Zanzar sistem SpA, per la quale alcuni studenti hanno creato una app per la realizzazione in tempo reale di preventivi sul cantiere ed un sito, in particolare l’annuario/catalogo digitale consultabile on-line dei prodotti. “La legge 107 -ci spiega la dirigente del Majorana, Anna Caroli – consente di integrare alle ore di studio teorico e laboratoriale a scuola, un percorso obbligatorio di 400 ore trascorse all’interno di aziende, con stage che garantiscano loro esperienze sul campo, superando quel gap formativo col quale i diplomati affrontavano in passato l’inserimento nel mondo del lavoro. Tale collaborazione con le aziende non rappresenta solo un’opportunità di crescita attraverso l’esperienza diretta del lavoro ma fornisce ai giovani alle soglie del diploma gli strumenti del mestiere – conclude la prof.ssa Caroli – che li rendono più competitivi nell’inserimento futuro nel mondo lavorativo, riducendo contemporaneamente il lasso tempo di attesa tra il diploma e la firma di un possibile contratto. Un modello europeo che si sta radicando anche in Italia per mantenersi in linea con la normativa e le direttive comunitarie.” Ma nella politica dell’apprendimento attraverso il “fare” protagonisti indiscussi sono i laboratori: la vera officina nella quale studenti curiosi e perspicaci trasformano idee in veri e propri progetti, prototipi e creazioni. Ultimo in ordine di rimodernamento il laboratorio di elettrotecnica-elettronica, le cui attrezzature sono state acquistate grazie al contributo volontario che ogni famiglia concede all’istituto all’atto dell’iscrizione. Le nuove dotazioni consentono la progettazione e il collaudo di impianti elettrici, videocitofonici e di domotica secondo le ultimissime tecnologie e prescrizioni normative. Per non parlare dell’introduzione della stampante 3D e del drone quali strumentazioni all’avanguardia nei laboratori di informatica. “Grazie alla stampante 3D –ci illustra il prof. Raguso - è stato possibile innovare l'insegnamento permettendo di realizzare modelli tridimensionali degli oggetti studiati o progettati dagli alunni.Ad esempio tutti i pezzi di HandJoy, la mano bionica progettata dall’alunno Francesco Bruno, sono stati stampati con la nostra stampante 3D. La stampa 3D è gioco, creatività, ricerca e azione, attività che sviluppano competenze chiave come imparare ad imparare, potenziare lo spirito di iniziativa e l'imprenditorialità. Tutto questo viene realizzato attraverso metodologie didattiche innovative: problem solving, pensiero laterale, lavoro di gruppo e peer tutoring.Anche l’introduzione del drone –continua il prof. Raguso- è stata una delle esperienze più formative e accattivanti per i nostri studenti. Sono stati affrontati gli aspetti della gestione dei rischi derivanti dall'uso di questi dispositivi senza tralasciare gli aspetti tecnici di configurazione dei collegamenti e controlli prima del volo. L'uso del drone si è rivelato un fantastico incentivo che ha favorito la cooperazione tra i ragazzi per introdurli in un ambiente con dinamiche lavorative e di ricerca, senza tralasciare l’aspetto ludico che favorisce lo studio delle materie tecniche con una visione diversa e senza i vecchi retaggi della formazione frontale.” Che il laboratorio sia il cantiere dove le idee diventano realtà lo testimoniano i risultati regionali e nazionali ottenuti dagli studenti e dalle studentesse del Majorana. Sì. Perché anche il Majorana al femminile non è da meno sul piano dei riconoscimenti. Ragguardevole il piazzamento al concorso regionale, al Grand Contest Shopping Mongolfiera di Molfetta dove le studentesse dell’indirizzo professionale moda si sono distinte alla sfilata della collezione interamente creata nei laboratori dell’istituto. Non sono che alcune delle attività che vengono naturalmente integrate nel curriculum scolastico standard per preparare i giovani alle sfide del futuro.

Maria Lucchese

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Foto 1: alunni impegnati in laboratorio di elettrotecnica.


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Foto 2: divertimento e creatività di alunni intenti a progettare un modellino nel laboratorio di robotica.

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Foto 3: Il prof. Raguso e un alunno alle prese con la stampante 3D durante la creazione di un mini oggetto, nel laboratorio di informatica.

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Foto 4: la prof.ssa Laddomada, circondata dagli studenti della 3Ac durante una breve lezione introduttiva prima di cimentarsi con provette e alambicchi nel laboratorio di chimica.

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Foto 5: progettazione di un modello da realizzare nel laboratorio di moda.

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Foto 6: foto di gruppo di docenti e alunne dell’indirizzo moda che hanno riscosso il premio alla sfilata di Molfetta con, in primo piano, il modello di punta indossato da una studentessa.