Contenuto principale

Messaggio di avviso

Questo sito utilizza cookies tecnici e di terze parti per funzionalità quali la condivisione sui social network.

Cliccando su OK, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento si acconsente all'uso dei cookies. Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Ulteriori Informazioni

Al liceo tecnologico le scienze diventano pratica quotidiana di edutainment. Alunni nativi digitali, diventano attori protagonisti di una didattica attiva, fatta di workshop, progetti, e creatività allo stato puro.

Animatore digitale. Questa la denominazione dell’insegnante del terzo millennio, secondo la prof.ssa Anna Caroli, dirigente dell’IISS “Majorana” parlando dell’attenzione all’innovazione didattica, da anni una bandiera dell’istituto da lei diretto. “Le tradizionali metodologie didattiche – precisa la prof.ssa Caroli- risultano ormai obsolete ed incapaci di stimolare i giovani che guardano oltre il tradizionale libro di testo. I nativi digitali desiderano operare in prima persona piuttosto che ascoltare per ore i monologhi dei docenti. Pertanto è necessario ripensare l’intera azione didattica al fine di esaltare le potenzialità di ciascun alunno anche nell’ottica dell’uso consapevole delle nuove tecnologie. Partendo da queste considerazioni la legge 107 del 13 luglio 2015 ha previsto la presenza per ogni scuola di un animatore digitale.” Il Majorana, per antonomasia la scuola dell’innovazione tecnologica del nostro territorio, da anni aderisce al progetto nazionale Book in Progress, insieme ad altre 200 scuole italiane di ogni ordine e grado che credono nella necessità di rivoluzionare il modo di fare scuola nell’era digitale. “Il Book in Progress mette al centro della scuola i suoi protagonisti: gli alunni, impegnati a creare contenuti riorganizzati su specifici progetti di apprendimento, calibrati sulle esigenze della classe o del singolo studente –ci spiega il prof. Giancarlo Genualdo, referente del progetto e animatore digitale dell’istituto-. Nostro preciso intento è proprio favorire il passaggio naturale da una didattica lineare e trasmissiva ad una didattica allargata e partecipata, che sfrutta l’utilizzo dei contenuti digitali e della tecnologia, per un continuo processo di ricerca ed adattamento alle esigenze dell’alunno. In questi mesi gli sforzi organizzativi ed economici della rete “Book in Progress” – continua il prof. Genualdo, docente di discipline scientifiche - si stanno spostando dai materiali didattici (libri di testo tradizionali e digitali, e-book, videolezioni, contenuti didattici interattivi) alla sperimentazione di metodologie didattiche innovative con l’uso delle tecnologie in dotazione a ciascuna istituzione scolastica. Nelle diverse scuole della rete, compreso il Majorana di Martina, si stanno sperimentando metodologie didattiche come la flipped classroom, il cooperative learning, gli episodi di apprendimento situato (EAS), il complex learning con tecnologie didattiche innovative senza tralasciare la tradizione. Data l’importanza dell’ambizioso progetto, la Rete “Book in Progress” sta formalizzando un accordo con l’Istituto dell’Enciclopedia Italiana TRECCANI, editore della nota Enciclopedia.” In un mondo che cambia con la stessa rapidità del mutamento tecnologico, la scuola deve necessariamente lasciarsi contagiare se vuole rimanere al passo con i tempi, raggiugendo un livello di e-maturity superiore a quello dei suoi fruitori. E’ questa la sfida che i docenti del Majorana stanno portando avanti. Un esempio su tutti: i contenuti didattici digitali prodotti dagli alunni liceali del prof. Genualdo: “Attualmente stanno lavorando alla produzione di ologrammi 3D, video e attività interattive per la realtà aumentata e la realtà virtuale. Attraverso la realtà aumentata – commenta il docente di scienze - si arricchisce la percezione sensoriale umana mediante informazioni manipolate e convogliate elettronicamente, non percepibili con i cinque sensi. Gli elementi che "aumentano" la realtà vengono aggiunti attraverso un dispositivo mobile: uno smartphone o un PC dotato di webcam o altri sensori, con dispositivi di visione (per es. occhiali a proiezione sulla retina), di ascolto (auricolari) e di manipolazione (guanti) che aggiungono informazioni multimediali alla realtà già normalmente percepita. In particolare, i nostri alunni stanno producendo video e contenuti didattici da collegare alle immagini dei libri di testo. In questo modo, utilizzando la fotocamera di un qualsiasi smartphone o tablet, approfondiranno in modo interattivo gli argomenti studiati, rivoluzionando la piatta presentazione del sapere di un “semplice” libro di testo. Quanto alla realtà virtuale, il cui fine permette di simulare un ambiente reale per mezzo di tecnologie elettroniche sino a dare a chi la sperimenta l'impressione di trovarsi realmente immerso in quell'ambiente, ciò che la caratterizza è la sensazione psicologica e sensoriale, da parte dell’utente, di poter interagire in modo “naturale" con un ambiente di sintesi nelle sue dimensioni spazio-temporali. Ecco come i nostri liceali stanno realizzando dei contenuti per creare dei percorsi guidati interattivi, finalizzati alla conoscenza ed alla comprensione di argomenti scientifici quali: la geografia astronomica, la citologia, l’istologia e le biotecnologie.” L’investimento didattico del Majorana sulla tecnologia paga. Prova ne è la mano bionica ideata dall’alunno di 5 B liceo Francesco Bruno: un arto robotico, potenziale protesi per disabili, interamente stampato in 3D a costi irrisori. Un prototipo che da tre anni continua a collezionare consensi. Ad oggi il giovane liceale sta collaborando con una start up di Bari, la Digita S.r.l., che si occupa di progettazione e stampa 3D, per mettere a punto alcuni miglioramenti del dispositivo creato nei laboratori del Majorana: “ Stiamo lavorando sulle capacità di riconoscere la forma degli oggetti -ci spiega il giovane liceale mostrandoci con orgoglio la sua creazione- in modo tale che in fase di chiusura la mano sia in grado di adattarsi alla superficie, di controllare la rotazione del polso contemporaneamente alla chiusura, oltre all’utilizzo di materiali plastici più resistenti.”

Maria Lucchese

foto 1

Foto 1: Gli alunni della 3^B liceo, nel laboratorio New Tech, impegnati nella produzione di un ologramma con la supervisione del prof. Genualdo.

foto 2

foto 3

foto 4

Foto 2, 3, 4: Varie fasi della produzione di un ologramma didattico sui pianeti del sistema solare, realizzato dagli alunni, partendo dalle immagini del libro di testo fino alla sperimentazione della realtà virtuale.

foto 5

Foto 5: un alunno “immerso” nella realtà virtuale.

foto 6

Foto 6: Francesco Bruno, della 5^B liceo con l’ultima versione della mano bionica prodotta nei laboratori dell’IISS “Majorana” con la stampante 3D (in secondo piano).

foto 7

Foto 7: il giovane liceale con il prof. Raguso, mentre mettono a punto alcune funzioni dell’arto appena prodotto.